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La boîte e i dispositivi
La fotografia è lavorare sulla « traccia » : tramite la fotografia si può esplorare la questione del tempo; del movimento incessante, della presenza e dell'assenza. Per me è soprattutto lo spazio dove gli opposti possono coesistere. Ci permette di scrutare la variabilità. Crea ponti di passaggio tra singolarità e universalità. ...
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La fotografia è lavorare sulla « traccia » : tramite la fotografia si può esplorare la questione del tempo; del movimento incessante, della presenza e dell'assenza. Per me è soprattutto lo spazio dove gli opposti possono coesistere. Ci permette di scrutare la variabilità. Crea ponti di passaggio tra singolarità e universalità.

mestiere : Fotografo pubblico

La fotografia, se rientra nell'ambito della creazione artistica, è spesso un'azione "solitaria". Ma il suo ruolo nelle nostre vite diventa sempre più quello di uno specchio promemoria, capace di captare ogni istante della nostra vita prima ancora che questi siano vissuti. Paradossalmente, la fotografia come mezzo per produrre una maggiore visibilità ci impedisce di vedere pienamente e ci rende invisibili.

Da diversi anni concepisco dispositivi fotografici o installazioni "da praticare". Convinta del ruolo ancestrale dell'arte nella vita sociale, monto regolarmente dei progetti in cui l'individuale e il collettivo si intrecciano. (Ospedale Louis Mourier a Colombes ; Centro socio culturale les Fossés Jean a Colombes ; Incontri Fotografici d’Arles 2015 per Leica Camera ; Incontri Fotografici d’Arles 2016 ; Ospedale Bretonneaux a Paris ; Collegio Jean Vilar a La Courneuve ; collaborazione con Musa Decima nell'ambiente della vita professionale in seno alle aziende ; Festival Fictions Documentaires 2018 a Carcassonne...)

Mi chiedo e tento di provare se la fotografia può assumere anche questo ruolo : di momenti condivisi, di micro "performance" participative. Se può permettere di uscire dal quadro stabilito tra ciò che fa arte e ciò non lo è. Se i tentativi coraggiosi in questo senso hanno una possibilità, pur debole, di "intaccare" il nostro atteggiamento di consumatori dei prodotti culturali e la nostra aspettativa di un "passatempo" di fronte ad ogni "prodotto artistico derivato". È possibile fare emergere il "serio" del gioco e il suo significato ? Il gioco è un fattore vivo e creativo, ha scritto Huizinga, è soprattutto un'azione libera. Indispensabile alla comunità per i legami sociali che crea, rimane al di fuori dell'interesse materiale diretto. Il gioco dell'arte permette di superare i confini che spesso dividono gli esseri umani nelle associazioni ordinarie.
Nello spirito del gioco si è lontani dagli appetiti e distrazioni... Si gioca con la massima serietà.

Ogni dispositivo ha il suo proprio spazio/tempo, crea un mondo temporaneo in cui il "gioco" si svolge fino alla fine. L'opera esiste nella sua esecuzione.

Uno dei dispositivi : la Boîte (scatola) e l'autofotografia. Tipo di studio fotografico mobile, cabina fotografica di un altro genere. Concepito come uno spazio modulare, che permette varie trasformazioni. Un singolo modulo può nascondere una moltitudine di possibilità con variazioni minime.

Un'arte senza artista può ancora essere arte ? Alcuni rituali e feste popolari erano forse dispositivi di arte popolare collettivi ?
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